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Accatastamento e imu per gli impianti fotovoltaici?
27-2-2012

La Manovra del Governo Monti, denominata Salva Italia, entrata in vigore il 6 dicembre 2011, prevede una serie di novità in ambito edilizio che vanno dalle detrazioni per le ristrutturazioni all’Imu, dalla riforma degli ordini professionali agli incarichi di progettazione, dall’Iva alle semplificazioni alle procedure edilizie.

Precisazioni sull’IMU:

- IMU, ossia l’imposta municipale unica, sostituisce l’Ici a partire dal 2012, dovrà essere versata anche sulla prima casa nella misura dello 0,4%, anche se nell’ipotesi di prima casa si potrà godere di una detrazione di euro 200. Inoltre, è prevista la facoltà per i Comuni di aumentare o diminuire l’aliquota fino al 0,2%.  Per ciò che concerne le seconde case e gli immobili non ad uso abitativo, l’aliquota è del 0,76%. (Insieme all’introduzione dell’Imu sono state anche aumentate del 60% circa le rendite catastali, con la conseguenza che la base imponibile su cui calcolare il tributo risulta notevolmente aumentata). 

I coefficienti che vanno moltiplicati per le rendite catastali sono diventati: 160 per gli edifici rientranti nel gruppo catastale A e categorie catastali  C/2, C/6, C/7; 140 per gli edifici rientranti nel gruppo catastale B e categorie catastali C/3, C/4, C/5; 80 per gli edifici di categoria catastale A/10; 60 per gli edifici nel gruppo catastale D; 55 per gli edifici in categoria catastale C/1. Per quanto riguarda i terreni agricoli, il loro valore si consegue aumentando il reddito dominicale del 0,25% e moltiplicandolo per 120.

La manovra prevede espressamente che debbano venire tassati anche gli edifici rurali, ossia quelli che sono iscrivibili nel catasto fabbricati nella categoria D/10. Inoltre, anche se la norma non lo prevede espressamente, sono ricomprese le abitazioni rurali in categoria A/6, classe R. 

La conseguenza è che da quest’anno aumenterà la base imponibile dell’Imu, in quanto l’imposta colpirà nello specifico i magazzini di prodotti agricoli, le serre, i fabbricati volti al ricovero di animali e attrezzi, gli impianti di produzione di energia tramite risorse fotovoltaiche o agroforestali, le case rurali, l’abitazione del titolare dell’impresa agricola e così via. 

Gli effetti dell’art. 13 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, (c.d. “Decreto Monti”), dovrebbero ricadere anche sugli impianti eolici e fotovoltaici accatastati nella categoria D e potrebbero, peraltro, comportare un aggravio impositivo dovuto all’innalzamento dell’aliquota d’imposta base (7,6 per mille) nonché alla rivalutazione delle rendite catastali che ora, con riguardo a tali immobili, deve essere effettuata mediante l’utilizzo di un moltiplicatore pari a 60 (precedentemente il moltiplicatore era pari a 50).
A questo riguardo, sarebbe stato auspicabile un intervento chiarificatore da parte del Legislatore che dirimesse le annose questioni concernenti l’assogettamento o meno all’imposta di tutti gli impianti eolici e fotovoltaici, a prescindere dalle relative dimensioni, nonché la relativa categoria di accatastamento (D/1 piuttosto che E/3 o E/9, come proposto da alcune commissioni tributarie). Tale chiarimento, sfortunatamente, non ha avuto luogo, motivo per cui ad oggi, in attesa di ulteriori sviluppi, sembrano permanere validi tutti i dubbi interpretativi e le contestazioni che hanno caratterizzato l’ICI nel recente passato.

La manovra Monti non dovrebbe quindi incidere sulla qualificazione degli impianti fotovoltaici come opifici (accatastabili in quanto tali in D/1, sia nel caso in cui siano posizionati a terra, sia nel caso in cui siano collocati su edifici), e nemmeno sulla loro natura rurale quando insistano su un terreno agricolo. Non sarà invece più necessario (salvo forse che ai fini dell’esenzione per le decorse annualità Ici se e in quanto accora accertabili) chiedere la variazione in D/10 degli impianti classificati in D/1, dal momento che la ruralità, da accertare comunque caso per caso, anche per il fotovoltaico non dipende più dalla classificazione catastale, ma dalla ricorrenza dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti.